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11 Maggio 2008

« Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato, e la vita più degna di essere vissuta. Che ciascuno porti dunque il suo contributo, grande o piccino, affinché questo succeda, per la maggior gloria dello Spirito Umano. »

(Piergiorgio Odifreddi)

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6 Maggio 2008

Odifreddi Vs. Ratzinger

Davvero simpatica questa (finta!) telefonata. Il matematico Piergiorgio Odifreddi, notoriamente ateo, scettico e anticlericale, è uno dei pochi razionalisti italiani che, senza tanti problemi, ama dire le cose in faccia, con buona pace dei cattolici. Tutto questo in nome della razionalità: aspetto di vitale importanza e tipico della gente che ama sentirsi libera da ogni stupido dogma e da qualunque ridicola superstizione.

http://www.vialattea.net/odifreddi

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2 Maggio 2008

Il piccolo principe è cresciuto.

La vita è proprio strana. Molti anni fa, credo fosse il 1987, mi fu regalato un libro: il piccolo principe. Non l’ho mai letto! Un po’ per noia, un po’ per pigrizia, pensai bene di riporlo in soffitta, in mezzo alla polvere e ai ricordi, come una vecchia reliquia di poco conto e abbandonata a se stessa. A distanza di vent’anni da quel giorno, nell’intento di dare una riordinata a quel piccolo mondo antico che è la mia soffitta, l’ho ritrovato lì, immobile, sommerso da uno spesso cumulo di polvere ed ignaro di cosa, in tutti questi anni, fosse successo fuori. Proprio in questi giorni ho finito di leggerlo.
Ci ho messo vent’anni, ma ne è valsa la pena.

“Guardate il cielo e domandatevi: la pecora ha mangiato o non ha mangiato il fiore? E vedrete che tutto cambia… Ma i grandi non capiranno mai che questo abbia tanta importanza.”

piccolo-principe.jpg

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28 Aprile 2008

Padre Pio. La versione pugliese del sogno americano.

Francesco Forgione, più conosciuto come Padre Pio da Pietralcina, continua a far parlare di sé anche da morto. Risale a questi ultimi giorni, infatti, la notizia della “posa in opera” del suo corpo, per poter essere mostrato, un po’ come avviene per la sindone, ai fedeli di tutto il mondo. Le prenotazioni traboccano e gli alberghi, ormai strapieni, non riescono a fronteggiare le richieste. La grande massa di gente in loco crea un business enorme e il vaticano, che prima predica e poi raccoglie, si arricchisse senza ritegno. Parliamo di cifre assurde; cifre che se sommate a quelle del 8×1000 (ripartite con un meccanismo alquanto truffaldino!), all’esenza dell’ICI, per non parlare, poi, di tutti gli altri benefici che un normale cittadino può solo sognarsi, vanno a costituire un giro di soldi spaventoso, allucinante, stratosferico. Tutto questo in nome di cosa, poi? Di qualche ferita aperta sulle mani di un uomo?
Le stimmate, in effetti, altro non sono che semplici piaghe perfettamente spiegabili in chiave patologica (affezioni dermatologiche, fenomeni psicosomatici) o truffaldina (ferite autoinferte) e non nascondo nulla di così misterioso. Se ad oggi, però, non si è ancora giunti ad una certezza assoluta, è soltanto perché non è possibile fare diagnosi ravvicinate e quindi dare risposte conclusive. Gli stimmatizzati, infatti (ce ne sono molti nel mondo!) non si lasciano visitare, come se avessero, mi si consenta, qualche scheletro nell’armadio da nascondere. Una fede basata sul nulla, quindi, che non giova di certo né agli atei razionalisti, né ai critiani veri, quelli cioè che non hanno bisogno di santi, ma solo del loro Dio.
Il Signor Forgione, in pratica, se non fosse stata per la fame atavica di soldi della chiesa, che prima lo accusava di essere un mistificatore e poi l’ha fatto santo, oggi sarebbe solo uno sconosciuto frate di provincia, né più né meno come tanti altri. Ciò che risulta realmente affascinante è il meccanismo antropologico che è alla base della creduloneria. Cosa mai spingerà tante persone ad inginocchiarsi ai piedi di un uomo (come loro), che in vita era pieno di difetti (come loro), amante dei soldi e delle belle donne (come loro). È interessante notare come la debolezza umana possa arrivare a tanto, elaborando miti e leggende di ogni tipo, in modo che, accantonata la paura dell’ignoto e acquisite finte certezze, si possa dormire sonni tranquilli. Un brutto scherzo dell’evoluzione? Oppure un meccaniscmo di stampo palesemente biochimico non ancora del tutto chiaro?
Forse è proprio questo il vero e unico mistero di tutta la vicenda.

Per chi volesse approndodire consiglio i seguenti testi:
Santo Impostore. Controstoria di Padre Pio. Mario Guarino - Kaos edizioni.
Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento. Sergio Luzzato - Einaudi.

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27 Aprile 2008

Quanto tempo!

Cacchio quanto tempo è passato dal mio ultimo messaggio. Nove mesi tondi tondi! I giorni volano svelti, a quanto pare. Quante cose sono successe e quanti aneddoti potrei raccontare. In questo blog, però, non voglio parlare di me (cosa che non interessa a nessuno!) ma esternare le mie idee sul mondo che mi circonda e nel quale vivo.
Essendo stanco e dovendo domani mattima alzarmi presto per andare a correre, me ne vado a letto, nonostante la notte sia ancora lunga, specie per chi cerca lo sballo del sabato sera.
Prima di coricarmi, però, rinnovo i saluti a tutti i vecchi (e nuovi!) membri di APP.

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26 Luglio 2007

Pena di morte? Si, grazie.

Ogni qual volta parlo della pena di morte, la maggioranza delle persone mi etichettano come un mostro: una perfida creatura senza cuore e avida di vendetta. Altri invece, di chiaro stampo cattolico, affermano che l’uomo, in quanto tale, non ha nessun diritto di giudicare e uccidere un suo simile, per nessun motivo. Io, da bravo mostro, la penso diversamente e credo che certi crimini (parlo di quelli più violenti ed efferati, specialmente a danno dei bambini), vadano puniti in maniera esemplare. Molto meglio essere “mostri” piuttosto che ipocriti. Inoltre, non essendo credente e rifiutando categoricamente la figura di un Dio che ci giudica e ci punisce a suo piacimento, ritengo che la giustizia vada fatta in questo mondo, non nel purgatorio o in chissà quale altro luogo a noi sconosciuto. La mia visione potrà sembrare brutale ma secondo me è inevitabile e comunque non certo più brutale dei crimini stessi. Crimini che oggi, se non altro nel nostro bel paese, finiscono tutti allo stesso modo… Ovvero con la scarcerazione del criminale di turno, dopo pochissimi anni di detenzione.
Pena di morte? Si, grazie… Molto meglio che vedere questo schifo!

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18 Luglio 2007

Guarire da Lourdes

I miracoli non esistono e di questo sono profondamente convinto. Basta poco per capire il perché della mia tesi. In effetti se Dio (o chi per lui) guarisce una persona malata, commette una contraddizione non indifferente: perché guarirla? Se è davvero così onnipotente, non sarebbe stato molto più saggio se avesse evitato di farla ammalare? Già questa semplice spiegazione basta e avanza per capire che i miracoli sono delle scemenze talmente strampalate, che solo una mente irrazionale è in grado concepire e accettare ciecamente. Noi poveri scettici dal raziocinio facile, al contrario, abbiamo bisogno di prove, fatti, non di chiacchiere. Lourdes, poi, sotto il profilo della stupidità supera tutti e i milioni di Euro guadagnati dalla Chiesa, sfruttando l’ignoranza della povera gente, non si contano più.
Io tutto questo non lo accetto e a costo di attirarmi l’odio dei fedeli, porto avanti la mia tesi, insultanto, se è necessario, il credo altrui.
Senza farla tanto lunga, bastano pochi numeri per smontare Lourdes:

1) Lourdes in questi anni è stata visitata da circa 300 milioni di pellegrini;
2) Di questi pellegrini, circa 20 milioni erano malati gravi;
3) La Chiesa ha accertato che i miracoli avvenuti sono solo 66;
4) La percentuale, quindi, è di circa 1 su 300.000;
5) La percentuale di remissione spontanea dal cancro, invece, è di circa 1 su 10.000.

Conclusione: la Madonna di Lourdes fa veramente “prodigi”, infatti si guarisce molto meglio rimanendo a casa, piuttosto che perdere tempo (e soldi!) per andare a visitarla.

Come è bella la logica!

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27 Giugno 2007

Astroscemenze

Ormai tutti i giornali (specialmente quelli da quattro soldi) e tutte le trasmissioni televisive (specialmente quelle per persone senza neuroni), hanno, volenti o nolenti, la classica rubrica sull’astrologia. Qualunque rivista si sfogli e qualunque programma si guardi, c’è poco da fare: gli astri, con i loro fantomatici “poteri” divinatori, sono sempre lì, pronti a rovinare le giornate di chi, pur pagando il canone, vorrebbe vedere qualcosa di meglio, ma è, per forza di cose, impossibilitato a farlo. Questa antica pratica millenaria stenta a morire e la gente, che di cose scientifiche ne capisce poco, invece di osservare il fenomeno in maniera critica e porsi domande chiarificatorie, crede avidamente in ciò che gli viene detto e in maniera assolutamente passiva. Nulla contro il libero arbitrio, ognuno può perdere tempo come meglio crede, ma il fatto che una televisione, specialmente se di stato (pagata dagli italiani), trasmetta queste banalità, mi fa innervosire e non poco. Quello che però mi manda letteramente in bestia è la presunzione di qualche astrologo che, nonostante i fatti, trova il coraggio di affermare che l’astrologia è una scienza a tutti gli effetti.
Cari astrologi, voi lo sapete cos’è la scienza? Sapete come funziona un protocollo scientifico? E cosa mi dite del metodo sperimentale di indagine? Nel vostro cervelletto mononeuronale, riuscite a capire che tra l’astrologia e la scienza vera, c’è un abisso pari alla distanza che separa la terra da Zeta Reticuli?
La scienza è una disciplina SERIA, non è una favoletta come quella che voi, dall’alto della vostra scarsa cultura, cercate di propinare a destra e a manca, senza mai portare, però, nessuna prova a vostro sostegno.
Per chi non lo sapesse, l’astrologia nasce in tempi molto remoti con uno scopo di certo meritevole, quello, cioè, di studiare gli astri. Un tempo il metodo sperimentale non esisteva e le parole studio e ricerca erano spesso lasciate al caso. I primi studiosi (i filosofi per intenderci), cercavano, nel limite delle loro capacità, di capire la natura delle stelle, dei pianeti e di tutto quello che si vedeva in cielo; e questo era sicuramente nobile, doveroso. Col tempo, tuttavia, venne alla luce una nuova disciplina, l’astronomia. In pratica il progresso scientifico è andato avanti piano piano, ma gli astrologi, invece di adattarsi ai doverosi cambiamenti, sono rimasti attaccati alle vecchie credenze. Credenze che, purtroppo, sono arrivate fino ai giorni nostri. Mi sono trovato più volte a parlare con diversi astrologi e/o appassionati della materia e ogni volta li ho sempre azzittiti, usando un termine che loro non conoscono: la logica! Ora approfitto di questo blog per porre le stesse domande/obiezioni ai “sapientini” che, eventualmente, si troveranno a passare da queste parti.

Cari astrologi:

1) Lo sapete che in realtà le costellazioni non esistono, ma sono solo delle suddivisioni pratiche fatte dall’uomo?
2) Come spiegate che i gemelli omozigoti, spesso e volentieri, hanno un carattere completamente diverso?
3) Cosa ci dite della precessione degli equinozi? Anzi, sapete di cosa sto parlando?
4) L’influenza degli astri sulle nascite si manifesta quando il bambino sta nascendo o quando è ancora nel ventre materno? Perché non lo dite mai?
5) Visto che parlate tanto di presunte influenze da parte degli astri, perché non ci dite tecnicamente come avvengono? Quali sono i meccanismi di base che le determinano?
6) Se l’influsso astrologico è proporzionale alla distanza, perché l’importanza di un pianeta è la stessa sia in opposizione che in congiunzione?
7) Se l’influsso astrologico, al contrario, non dipende dalla distanza, perché non considerate anche le stelle, le galassie, i quasar e i pianeti extrasolari? Forse perché, essendo ignoranti, non sapete cosa sono?
8) Cosa ci dite degli oroscopi compilati prima della scoperta di molti pianeti come Urano (1781), Nettuno (1846) e Plutone (1930)? Visto che l’astrologia è antichissima, devo forse dedurre che per millenni gli oroscopi sono stati fatti “alla cavolo di cane”? Se si, perché non lo ammettete? Se, invece, non ritenete i pianeti sopra descritti importanti, perché oggi li utilizzate?
9) Perché le vostre “previsioni”, ogni qual volta vengono studiate statisticamente, non ci azzecano mai e sono completamente diverse fra loro?
10) Infine, per determinare il carattere di una persona, non sarebbe più saggio conoscere un po’ di genetica, piuttosto che parlare di cose che, alla fine di tutto, neanche voi capite?

Qualcuno, arrivati a questo punto, potrebbe obiettare il mio duro attacco, dicendo che, in fin dei conti, l’astrologia non nuoce a nessuno e quindi potrebbe benissimo continuare ad esistere. Questa affermazione, purtroppo, non è vera. A tal proposito, infatti, va ricordato che molte aziende assumono i propri dipendenti in base ai segni zodiacali… E questo lo trovo ingiusto e discriminante. Perché uno che, secondo la non logica dell’astrologia, è nato sotto il segno dell’acquario (piuttosto che leone, o pesci o topo), non deve avere le stesse possibilità lavorative di un gemelli (o ariete, o cancro o cammello)? È possibile che l’ignoranza unama possa arrivare a tanto? Suvvia, la cosa è talmente ridicola che si commenta da sola.
Bene, cari venditori di fumo, il mio intervento è finito. Chi ha un po’ di testa (ovvero, qualche grammo di cervello nella scatola cranica), non potrà che essere d’accordo con me e con quanto ho detto sopra. Se poi pinco pallino o caio sempronio, vorranno ancora continuare a credere alle barzellette, beh, sono fatti loro. Per quanto riguarda la mia vita, solo di una cosa posso andare veramente fiero, del fatto, cioè, che la natura mi ha fornito un cervello funzionante e perfettamente in grado di togliere tutta la spazzatura che la stupidità umana, sia oggi come ieri, non riesce a smaltire.

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21 Giugno 2007

Indultopoli, dopo il danno la beffa!

È possibile che in uno stato civile e giusto i criminali escano di galera, invece di scontare fino in fondo la pena prevista? In Italia tutto questo è pura realtà e i politicanti da strapazzo che hanno votato a favore di questo schifo (si parla di indulto!), convinti di far bene, si sono addossati, al contrario, una delle più grosse responsabilità degli ultimi anni. Le recenti cronache parlano chiaro e i casi di persone uccise da assassini che sarebbero dovuti restare dentro, non si contano più. Le motivazioni che hanno spinto l’indulto sono molteplici, ma la più decantata è sicuramente quella relativa al sovraffollamento dei carceri italiani. Simili motivazioni, però, non si reggono in piedi e comunque non giustificano tutta questa libertà. I carceri sono troppo pieni e i “poveretti” si sentono oppressi? Beh, ci sono molti modi per risolvere la faccenda:

1) fare in modo che i detenuti stranieri (specialmente quelli senza permesso di soggiorno), scontino la pena nel loro paese;
2) finire di costruire i carceri incompiuti sparsi per l’Italia;
3) accelerare i tempi dei processi che oggi, in fatto di durata, sono veramente ridicoli.

Invece di adottare pratiche e semplici soluzioni come quelle sopra elencate, si è preferito premiare gli assassini… Come se uccidere una persona o stuprare una donna, fossero cose di poco conto. La maggioranza della gente (per fortuna gli italiani ancora ragionano!) è contraria a questo stupido provvedimento, soprattutto dopo gli efferati delitti degli ultimi mesi, compiuti da ex galeotti in vacanza premio. Nell’aria si respira un clima di insicurezza. Ciò che si avverte, in poche parole, è l’assenza dello stato che, invece di garantire tranquillità, semina panico e incertezze fra la popolazione, per via dell’infantile modo di governare. I criminali dal canto loro, consapevoli che in questo paese non c’è certezza della pena, si sentono invitati a nozze e delinquere diventa, in una simile situazione, una sorta di sport senza rischi. La morale di tutta questa vicenda è che oggi siamo arrivati al punto che si tutelano di più i criminali, piuttosto che i cittadini onesti e lavoratori, colpevoli soltanto di farsi gli affaracci loro. Complimenti Italia, continua così… Che tanto più in basso non si può proprio scendere.

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23 Maggio 2007

The dream is always the same

L’amore che ho per gli Stati Uniti è talmente forte che molte notti, sia oggi che quando ero più piccolo, sogno di partire. La trama, seppur con qualche variante, è sempre la stessa: preparo i bagagli in fretta e furia, controllo di aver staccato tutte le mie apparecchiature elettroniche, apro per la decima volta il marsupio per vedere se ci sono soldi e documenti ed esco di casa. Non appena metto piede sul cortile, l’immagine che ho di fronte ai miei occhi, improvvisamente, inizia a sbiadirsi come in un vecchio film segnato dal tempo. Senza che me ne accorgo mi ritrovo catapultato in un aeroporto sconosciuto: corro affannosamente alla ricerca del mio aereo, trascinandomi i pesanti bagagli che sobbalzano dietro di me, incurante degli sguardi della gente. Sto per arrivare, ormai è questione di attimi. Il cuore batte forte ma, proprio mentre mi accingo a consegnare il biglietto all’hostess di turno, un bagliore intenso mi invade e di colpo mi ritrovo catapultato nella mia stanza, con la consapevolezza che quanto appena vissuto era solo un maledetto sogno. La mia è una specie di malattia (sia per gli States e sia per i viaggi in genere) e fortuna che ci sono stato tante volte in America, altrimenti, in preda a chissà quale crisi d’astinenza, non so proprio cosa avrei combinato.
Stati Uniti vi adoro…

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