La posizione della missionaria: teoria e pratica di Madre Teresa
Se Hitchens – autore di questo libro – fosse un misero bugiardo e la totalità delle cose da lui scritte rientrassero, a pieno diritto, nella più irruente calunnia, la figura di Gonxha Agnes Bojaxhiu (in arte Madre Teresa), uscirebbe comunque sconfitta. Infatti, a rendere chiaro e lapalissiano il profilo della missionaria, bastano le testimonianze di Robin Fox, direttore di The Lancet (una delle più prestigiose riviste mediche al mondo), e alcuni inequivocabili video della BBC, per smontare, pezzo dopo pezzo, la santa bontà di Teresa di Calcutta, con tutto il suo castello d’orato. Non sono da dimenticare, poi, le testimonianze di molti ex-volontari che, dopo aver vissuto con i propri occhi lo scempio umano, non hanno perso tempo per raccontare vicende e aneddoti che li hanno visti spettatori passivi. Fox, durante una visita anonima in uno dei tanti centri della suora, rimane sconcertato, essendo un medico, nel vedere ignorate le più banali norme igienico sanitarie; norme che anche gli ospedali del terzo mondo non possono esimersi dall’attuare: strumenti non sterilizzati, malati “curati” da personaggi improvvisati, anziché da personale medico competente, nessun tipo di esame diagnostico, nonché l’assenza totale di farmaci, se non qualche sporadica aspirina, in quei casi totalmente inutile. Malati lasciati a se stessi, insomma, stesi su brande di legno ad aspettare, doloranti, l’ora della fine. Per madre Teresa, tuttavia, questa era la norma. Infondo, chi, meglio di un sofferente, può arrivare a Dio? Grazie a questo stupido principio, che lei sposava ad occhi chiusi, le sue intenzioni non erano certo mirate alla conquista della guarigione (come dovrebbe essere agli occhi di una mente sana), ma all’elogio della sofferenza, nel nome di un Dio avido e capriccioso, che dona il suo amore solo dopo fiumi di lacrime di dolore. Un amore strano: incomprensibile in questa vita, paterno ed intemperante nell’altra. A scanso di equivoci, non si dica che tutte le carenze di cui sopra fossero causate dalla mancanza di fondi! I soldi c’erano, e pure tanti. Tra lasciti, donazioni e aiuti statali, i suoi conti correnti, sparsi per il mondo, correvano per davvero, a suon di milioni di dollari. Ma chi era costei? Una furba approfittatrice o una vittima, più o meno consapevole, di un fanatismo religioso portato agli estremi? Difficile rispondere. Di fatto sta che simili negligenze, in un mondo civile, sarebbero duramente condannate, ma nel contesto “divino” in cui si sono svolti i fatti, invece, la giustizia, questo è certo, non è riuscita ad attecchire. Un libro da leggere in un solo colpo per poi meditare, all’ombra di ogni fideismo ideologico, sui fatti; nella speranza che nessun profeta futuro venga più venerato, acriticamente, come un’inviolabile entità, specie dopo essersi macchiato di tanto fanatismo. Nel 1997, madre Teresa di Calcutta, è stata beatificata.




). E poi, chiedo troppo se prima di aprire bocca si finisce di masticare? No perché il menù già lo conosco e non ho bisogno di leggerlo nel vorticoso (e spesso rumoroso) rimescolamento mascellare dei più anziani. E se cade la dentiera? 
