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22 gennaio 2009

La posizione della missionaria: teoria e pratica di Madre Teresa

Se Hitchens – autore di questo libro – fosse un misero bugiardo e la totalità delle cose da lui scritte rientrassero, a pieno diritto, nella più irruente calunnia, la figura di Gonxha Agnes Bojaxhiu (in arte Madre Teresa), uscirebbe comunque sconfitta. Infatti, a rendere chiaro e lapalissiano il profilo della missionaria, bastano le testimonianze di Robin Fox, direttore di The Lancet (una delle più prestigiose riviste mediche al mondo), e alcuni inequivocabili video della BBC, per smontare, pezzo dopo pezzo, la santa bontà di Teresa di Calcutta, con tutto il suo castello d’orato. Non sono da dimenticare, poi, le testimonianze di molti ex-volontari che, dopo aver vissuto con i propri occhi lo scempio umano, non hanno perso tempo per raccontare vicende e aneddoti che li hanno visti spettatori passivi. Fox, durante una visita anonima in uno dei tanti centri della suora, rimane sconcertato, essendo un medico, nel vedere ignorate le più banali norme igienico sanitarie; norme che anche gli ospedali del terzo mondo non possono esimersi dall’attuare: strumenti non sterilizzati, malati “curati” da personaggi improvvisati, anziché da personale medico competente, nessun tipo di esame diagnostico, nonché l’assenza totale di farmaci, se non qualche sporadica aspirina, in quei casi totalmente inutile. Malati lasciati a se stessi, insomma, stesi su brande di legno ad aspettare, doloranti, l’ora della fine. Per madre Teresa, tuttavia, questa era la norma. Infondo, chi, meglio di un sofferente, può arrivare a Dio? Grazie a questo stupido principio, che lei sposava ad occhi chiusi, le sue intenzioni non erano certo mirate alla conquista della guarigione (come dovrebbe essere agli occhi di una mente sana), ma all’elogio della sofferenza, nel nome di un Dio avido e capriccioso, che dona il suo amore solo dopo fiumi di lacrime di dolore. Un amore strano: incomprensibile in questa vita, paterno ed intemperante nell’altra. A scanso di equivoci, non si dica che tutte le carenze di cui sopra fossero causate dalla mancanza di fondi! I soldi c’erano, e pure tanti. Tra lasciti, donazioni e aiuti statali, i suoi conti correnti, sparsi per il mondo, correvano per davvero, a suon di milioni di dollari. Ma chi era costei? Una furba approfittatrice o una vittima, più o meno consapevole, di un fanatismo religioso portato agli estremi? Difficile rispondere. Di fatto sta che simili negligenze, in un mondo civile, sarebbero duramente condannate, ma nel contesto “divino” in cui si sono svolti i fatti, invece, la giustizia, questo è certo, non è riuscita ad attecchire. Un libro da leggere in un solo colpo per poi meditare, all’ombra di ogni fideismo ideologico, sui fatti; nella speranza che nessun profeta futuro venga più venerato, acriticamente, come un’inviolabile entità, specie dopo essersi macchiato di tanto fanatismo. Nel 1997, madre Teresa di Calcutta, è stata beatificata.

mission

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13 gennaio 2009

Una vita con Windows!

C’è chi lo ama e c’è chi lo odia, ma un fatto è certo: Windows ci ha accompagnati per molti anni e, con 7 alle porte, lo farà ancora per tanto tempo. Dal mitico e ormai trapassato 3.1 (le versioni precedenti non avevano un supporto per la multimedialità), fino al contemporaneo Vista, di cose ne cose cambiate molte. Anche i suoni caratteristici, di apertura e chisura sessione, hanno modificato la loro struttura, diventando, via via, sempre più complessa. Molti sono i ricordi legati a queste “musichette” digitali. Nel mio caso scandivano la giornata: dalla mattina alle sette, fino alle sera a mezzanotte, e mettendoci in mezzo qualche doveroso riavvio, era un susseguirsi di sinfonie. Ciò è vero anche oggi, anche se l’adsl mi invita – tanti sono i motivi – a tenere acceso il computer per settimane intere.
Ecco una veloce carrellata di suoni:

A proposito di sound, eccone uno a molti sconosciuto… Si trova all’interno di Windows XP e non riguarda il discorso di cui sopra:

Andare su C:
Cliccare sulla cartella windows
Fatto questo, cliccare su System32
Poi su oobe
Successivamente su images
Infine, aprire il file title

Rilassante, direi!

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9 gennaio 2009

Alemanno: la sapienza ostaggio di trecento piccolo criminali!

Grazie Alemanno… Grazie per aver sputtanato questi trecento piccoli “criminali”; “criminali” che, nonostante le tue affermazioni, rappresentano l’orgoglio del paese, l’eccellenza di una ricerca stuprata, l’alternativa laica in un paese vaticanizzato fino alla nausea. Ma che mi meraviglio a fare. D’altra parte, non è stato forse il tuo partito, caro Alemanno dei miei coglioni – capitanato da uno che fa le leggi per sé stesso e con alcuni processi in sospeso – a finanziare le scuole cattoliche? Poi ci meravigliamo che in quelle statali crollano i tetti…Vergogna!
Qual è il problema, poi? Il fatto che un uomo vestito di bianco vuole parlare all’Università? Fermo restando che chi è contro la scienza non dovrebbe neanche varcare la soglia di qualsivoglia università, va detto che i “criminali” di cui sopra non sono per il bavaglio alla bocca, anche perché viviamo in un paese democratico e liberale. L’importante, questo è il sentore comune, è che Ratzy/nazy parli da uomo in mezzo agli uomini (con un contraddittorio) e non da uomo in mezzo ad un branco di pecore (dove nessuno può intervenire). E pensare che io, tendenzialmente, sarei di destra. Piuttosto che votare questa gentaglia, però, preferisco buttarmi dal balcone.
Basta, ho già fatto troppa politica per i miei gusti. Sarà meglio tornare a parlare di cose spensierate.

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5 gennaio 2009

Crisi? Colpa del demonio.

Non immaginavo che la creduloneria potesse arrivare a tanto.
Il personaggio lo conoscevo, ma che si drogasse lo ignoravo del tutto.
Sto ancora ridendo.
Secondo questo tizio – che, per chi non lo sapesse, ha una rubrica fissa su radio Maria – la colpa dell’attuale crisi è da attribuire al demonio.
Domanda: perché hanno chiuso i manicomi?
Ad ogni modo, adoro questi personaggi curiosi, un po’ burini un po’ caproni. D’altro canto è anche merito loro se, grazie alle risate che mi fanno fare, riesco ad accantonare i problemi e a mettere su un po’ di sano buon umore.

Padre Amorth: Satana dietro crisi economica, di Alitalia e conflitto a Gaza
Il noto esorcista padre Gabriele Amorth, intervistato dal sito cattolico Pontifex Roma, attribuisce la crisi economica e anche i problemi di Alitalia all’operato del demonio. Secondo Amorth, «quando accadono divisioni, confusione, crisi, il grande tentatore è sempre presente» e «se la ride» poiché «crisi e i dissesti economici hanno influenze anche sulla sfera personale”, creando “allontanamento e frattura, esattamente quello che vuole Satana».
Il maligno suggerirebbe «ai mercati, agli esperti e agli investitori scelte sbagliate», di modo che questi causino «disastri» e generino «confusione, crisi, conflitto, che poi sono gli obiettivi del demonio». Compito facilitato dal fatto che egli fa «credere che non esista», operando «inosservato, subdolamente».
Anche il conflitto nella striscia di Gaza è «il lato opposto della pace voluta da Dio» e il fatto che si combatte «nella Terra Santa rappresenta davvero il massimo trionfo per il maligno».
Secondo Amorth, «buona parte del clero ed anche dei vescovi hanno ceduto» poiché non credono più nell’esistenza del maligno, nonostante «nel Vangelo si parla chiaramente di Satana, delle sue opere e delle sue seduzioni, come creatura reale». Molti religiosi «sono scettici e quasi scoraggiati» ed è difficile «nominare esorcisti nelle diocesi».

Tratto da un quotidiano di cui non ricordo il nome.

Archiviato in: My Blog by Mark at 9:54 pm

1 gennaio 2009

Considerazioni post-natalizie

Anche queste feste, puntualmente come tutti gli anni, se ne sono andate. Non vorrei apparire eccessivamente alternativo o, peggio ancora, snob. Purtroppo il natale non mi dice nulla. Ciò, in parte, è dovuto al fatto che sono ateo e anticlericale. Poi, però, ci sono anche altre motivazioni che mi spingono ad evitare, nel limite del possibile, simili situazioni di gioia forzata. Per carità, anche io sento quel sottile calore che si prova quando si sta in famiglia, con le lucette accese, il camino che scoppietta e i più anziani che vengono da me puntualmente “insultati”, ogni qual volta tirano in ballo i classici discorsi su Gesù, la madonna e i santi del paradiso. Al di là di questo, comunque, mi chiedo: è normale ridurre i rapporti umani solo in certi momenti?
La cosa che proprio non sopporto è l’ipocrisia e in questi giorni giocondi, di ipocrisia se ne vede fin troppa. Il Natale, per certi versi, assomiglia ai matrimoni: ci vai controvoglia perché sai che – inevitabilmente – dovrai salutare, con un falso sorriso di approvazione, anche i parenti che non vedi da una vita; quelli che quando incontri al supermercato ti salutano in fretta e furia, come per farti un piacere, ma che poi, improvvisamente illuminati da tanta bontà, ti rincoglioniscono con le solite frasi di circostanza, che mai vorresti sentire:

“Ciao, quanto tempo! Che mi racconti di bello?”
“Ma lo sai che sei cambiato?.”

E poi, inevitabilmente, l’uscita più banale di tutte:

“come va il lavoro?”
E gli altri parenti che, in coro, rispondono: “si tira avanti!” (frase usata sia quando il lavoro va a gonfie vele, sia quando di lavoro non ce n’è). Boh!

E che palle, un po’ di originalità, suvvia.
A questo punto è meglio starsene da soli, piuttosto che perdersi in inutili convenevoli che di certo, questo è chiaro, non sono dettati dall’affetto, ma da una interiore necessità di fare la propria parte. Tutto ciò mi ricorda la messa. La maggior parte dei cattolici convinti non perde neanche una domenica per andarci, si benedico con l’acqua che trovano nella vaschetta, appena sotto la colonna, si fanno il segno della croce, pregano alla meno peggio e successivamente, dopo essersi scrollati di dosso tutti i peccati, tornano alla vita normale per continuare a fare i cavoli loro, plasmando gli insegnamenti religiosi in base alle proprie necessità.
Non parliamo, poi, dei discorsi che si fanno a tavola, perché è proprio lì che gli istinti suicidi prendono il sopravvento: Il vicino ha comprato l’appartamento, il figlio del fornaio si è sposato con una poco di buono (detto a bassa voce perché altrimenti potrebbe sentire, nonostante viva a due chilometri da casa! ), il fratello dello zio della nonna che vive in America si è tolto i calcoli (ma porca vacca sto a magnà!) e, infine, le classiche esternazioni parascientifiche sugli oroscopi, elevati al rango di scienza esatta (ma quando mai!). Cribbio, con tutte le cose che succedono nel mondo, è mai possibile che non ci sia niente di meglio di cui parlare? Chessò, l’esplorazione di Marte, i viaggi, l’ultimo libro letto (ma che cazzata che ho detto, i parenti non leggono! ). E poi, chiedo troppo se prima di aprire bocca si finisce di masticare? No perché il menù già lo conosco e non ho bisogno di leggerlo nel vorticoso (e spesso rumoroso) rimescolamento mascellare dei più anziani. E se cade la dentiera?
Vabè, so vecchi… Bisogna capirli.
Insomma, tolte le disavventure casalinghe, mi piacerebbe un mondo un po’ più vero, dove l’affetto e l’amicizia si manifestano in maniera costante e non solo quando s’addafare, soltanto perché, qualcuno ha detto che deve essere così. Ma chi è costui?
Ma poi mi domando: se sulla reale esistenza di Gesù di Nazareth non c’è nessuna prova storica, Dio non è mai apparso a nessuno e la verginità della madonna è più dubbiosa dei dubbi sopra esposti, che cazzo vi festeggiate tutti quanti?

Archiviato in: My Blog by Mark at 4:23 pm
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