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20 Giugno 2008

Francia, sesso e informazione.

Francia. In occasione della festa della musica di domani 21 Giugno, che si sposterà di concerto in concerto in 38 diverse città, il ministero della salute francese regalerà un milione di preservativi ai giovani presenti, corredati da un opuscolo informativo sui rischi dell’AIDS e sull’importanza della prevenzione. Un’opera, a mio avviso, importantissima, un messaggio dovuto, specialmente per chi non conosce bene questa malattia. Sarebbe bello se simili iniziative prendessero vita anche nella nostra Italia bigotta. Sappiamo, però, che ciò non avverrà prima di una cinquantina di anni. La chiesa cattolica, infatti, repressa, antiquata, sessuofobica e politicamente forte, farebbe carte false pur di impedire un minimo di sana informazione. A limite potrebbero distribuire (dietro pagamento, s’intende!), un milione di rosari e crocifissi, giusto per alimentare l’ignoranza che ci contraddistingue e ribadire l’inutile concetto di peccato, nei riguardi di una delle cose più normali di questo mondo: il sesso.

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16 Giugno 2008

Briatore, veline e altre cazzate.

Briatore si è sposato e la notizia rimbalza. I telegiornali “gossippettari” da quattro soldi, Studio Aperto primo fra tutti, non hanno perso tempo per riportare questo “interessantissimo” evento, come se fosse di epocale importanza e complice di favorire il surriscaldamento globale. Se, sconsolati, si prova a cambiare canale, la situazione non è certo migliore: tra grandi fratelli, fattorie, veline, (i classici sogni proibiti dell’italiano medio!), appare chiaro che la parola cultura, nel nostro paese, tolte le dovute eccezioni, è alquanto sconosciuta. Ed è un vero peccato affermare ciò, perché viviamo nella terra di Galileo Galilei (inventore del metodo scientifico), di Leonardo Da Vinci, di Enrico Fermi e di tanti altri uomini eccezionali che oggi, sconosciuti ai più, se ne sono finiti nel dimenticatoio, per lasciare posto ai buffoncelli: ragazzotti senza né arte né parte, capaci pure di vendere la loro dignità, pur di apparire nel tubo catodico. Questo perché tanti altri buffoncelli, molti più buffoncelli di loro, stanno lì, rincoglioniti sul divano, a guardare, passivi, tanta banalità.
Ma cosa cazzo ve ne frega di Briatore?
Ma cosa cazzo ve ne frega di quattro capre di alta montagna che si chiudono in una casa?
Leggere un bel libro è troppo stressante, vero? Non sarebbe meglio, in questi casi, parlare di suicidio? Beh, esagerazioni a parte, si capisce comunque in che paese viviamo: l’Italia dell’ignoranza, in cui si preferisce sostenere la chiesa anziché la ricerca e dove un contadino Uzbeko, culturalmente parlando, farebbe di certo la sua bella figura.
Ma che fine hanno fatto i bei programmi di divulgazione scientifica? Perché non creare qualche documentario per impartire le nozioni di base della tanto odiata scienza, invece di alimentare i delitti culturali della De Filippi? No, argomenti troppo “noiosi” per buona parte degli italiani: il bar, la partita e le cose sopra descritte si digeriscono meglio, specialmente quando si ha un cervello ameboide.
Mi distacco da questo mondo di merda, un po’ come fanno le zanzare nei miei confronti, ad Agosto, dopo che ho messo il Vape.

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8 Giugno 2008

“sacra” sindone di Torino

Nel 2010, fra due anni tondi tondi, la “sacra” sindone di Torino sarà nuovamente esposta, in bella vista, per la gioia dei tanti fedeli. A questo punto viene spontaneo chiedersi cosa sia la fede e se fare file chilometriche per vedere un lenzuolo incorniciato (ne abbiamo così tanti sopra i nostri letti!) sia davvero necessario per definirsi cristiani. La fede è un’altra cosa e anche un ateo, se serio, pur non concependola, la rispetta. Di simili pagliacciate, però, se ne potrebbe fare volentieri a meno, anche perché è stato dimostrato, prova del carbonio-14 alla mano, che questo lenzuolo di lino, ormai lercio e malconcio, è di origine medievale… Tant’è che prima del 1353 non si ha nessuna notizia storica e nessun tipo di riferimento, neanche remoto, sul suo conto. Certo, le polemiche non mancano e le spiegazioni alternative che vogliono la sindone genuina sono all’ordine del giorno. La stessa datazione al carbonio è stata criticata, per motivi più o meno validi. Ma non è solo questa tecnica, in genere infallibile, a dirci come stanno le cose. Di prove sulla non autenticità della sindone ce sono tante, basterebbe informarsi, senza farsi trasportare dalle inutili posizioni fideistiche che servono a tutto, tranne che a trovare la verità. Senza contare, poi, che sull’esistenza di Gesù di Nazareth, il vero protagonista di tutta la vicenda, non c’è neanche il minimo documento che possa dimostrarci che sia realmente esistito.
Un bel giro di lavatrice, piuttosto che un’inutile ostensione, sarebbe di certo più sensata.
Ma la chiesa, si sa, quando può guadagnare, qualunque sia il mezzo, non perde mai tempo. E la storia continua…

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2 Giugno 2008

Pareidolia: strani errori del nostro cervello.

Il nostro cervello, organo affascinante ed enormemente complicato, spesso ci tende “brutti scherzi”, facendoci vedere e sentire cose che in realtà non esistono. Queste illusioni del subcosciente rappresentano una tendenza istintiva, probabilmente maturata insieme all’evoluzione dell’uomo, e indispensabile per la sua sopravvivenza. Stiamo parlando della Pareidolia, un curioso meccanismo molto noto agli psicologi che consiste, appunto, nella capacità del cervello di trovare un significato tangibile, partendo da percezioni confuse, attraverso le cose che conosciamo.

Ecco alcuni esempi:

Sia il “volto” di Marte e sia la roccia a noi sembrano volti, ma in realtà sono delle normalissime formazioni naturali che noi (e soltanto noi!) vediamo come tali, perché la nostra “macchina pensante”, sempre per i meccanismi sopra descritti, ce li fa vedere così.
È un po’ come quando da bambini guardavamo le nuvole e ci divertivamo a scoprire sempre nuove figure di animali e forme a noi familiari. Nulla di sconcertante, insomma! L’ultimo caso di pareidolia conclamata risale a qualche mese fa, quando sul vetro di una finestra di un paesino situato a pochi chilometri da Frosinone, si formò una specie si alone. I credenti, nella loro ingenuità, si convinsero che quella strana formazione fosse la madonna, tanto che da lì a breve iniziarono i classici pellegrinaggi senza sosta, immancabili in questi casi di delirio collettivo. Sarebbe stato inutile spiegare a costoro che quell’alone sul vetro non era la madonna ma, più semplicemente, umidità (o magari un riflesso, polvere..) il tutto, però, condito con una buona dose di pareidolia.

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