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16 Maggio 2008

Morire a sedici anni

Firenze, una ragazza di sedici anni muore per colpa di una imbecille che le consiglia di lasciare l’insulina per l’omeopatia. Anche questo può accadere e ancora una volta la colpa è dell’ignoranza scientifica. L’omeopatia, per chi ancora non lo sapesse, è una delle più grosse stupidaggini, di stampo palesemente New Age, in voga oggi. Basta dire che i preparati omeopatici, nessuno escluso, al loro interno non contengono una mazza. Si, è proprio così: non contengono nulla, neanche la minima molecola o la seppur blanda traccia di qualsivoglia principio attivo. Ora, se un preparato non contiene nulla, come cavolo può avere un’azione terapeutica? È un po’ come se all’Aspirina togliessimo tutto l’acido acetilsalicinico in essa contenuto. Funzionerebbe ancora? Direi proprio di no!

Cos’è l’omeopatia?
Detto in soldoni l’omeopatia, basata sul principio di similitudine (similia similibus curantur), nasce nel lontano ottocento ad opera di un medico tedesco, Samuel Hahnemann. Secondo costui una sostanza velenosa di origine vegetale, che se presa ad alti dosaggi causa una certa malattia, somministrata dopo fortissime diluizioni, invece, riuscirebbe a fare l’esatto opposto: curarla. Qualunque preparato omeopatico che si rispetti è soggetto a due concetti importanti: diluizione e dinamizzazione.
Il primo si riferisce al fatto che i preparati vengono diluiti talmente tante volte che alla fine si passa il concetto conosciuto in chimica come numero di Avogadro (numero di elementi, atomi, molecole o ioni, contenuti in una mole) e quindi il prodotto iniziale non contiene più nessuna molecola originaria ed è proprio per questo che si parla spesso di acqua fresca. La seconda parolona, invece, si riferisce sostanzialmente ad una forte agitazione del preparato stesso per scopi poco chiari anche ai più accaniti sostenitori. Nulla di scientifico, insomma, caso mai alquanto filosofico. Se nell’ottocento queste fasulle teorie prive di fondamento potevano anche avere un senso, oggi non c’è più nessuna scusa per cui portarle avanti. Purtroppo molti medici, essendo ignoranti in fatto di chimica, sono ancora convinti del contrario. A causa di questi personaggi, molto più idonei a lavorare nei campi, succedono le disgrazie (omicidi?) come quella sopra citata; cose che, certamente, non vorremmo mai vedere. Poi ci sono gli omeopati puri, magari anche naturopati, quelli che senza una laurea, sono convinti di fare del bene all’umanità, arrivando dove la medicina ufficiale, considerata corrotta ed inutile, proprio non può fare. I classici complottisti di cui il mondo è pieno, tanto per capirci. Il vero problema di questi grandi sapientoni è che, ogni qual volta vengono interpellati, non riescono mai a fornire delle spiegazioni sui presunti miracoli della pratica che tanto amano. Il loro, quindi, è un semplice atto di fede e come ogni fede che si rispetti le prove non servono.
Va precisato, infine, che la celebre rivista medica The Lancet, una delle più prestigiose al mondo, dopo un lungo studio sperimentale ha affermato chiaramente che le sporadiche guarigioni attribuite all’omeopatia sono dovute soltanto al cosiddetto effetto placebo, senza contare poi che le malattie non gravi, in genere, guariscono comunque da sole, grazie ai normali processi fisiologici interni. Pertanto l’omeopatia ha un valore scientifico pari a zero ed è per questo che rientra a pieno diritto nel mondo folcloristico e irrazionale delle pseudoscienze.

Archiviato in: My Blog by Mark at 12:18 pm

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