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27 Maggio 2008

Evoluzionismo sotto le scarpe

Noto con arrendevole rammarico che molte persone, oggi, appartenenti alle più svariate estrazioni sociali, non perdono tempo per mettere in dubbio l’evoluzionismo della specie, con una superficialità che fa quasi vomitare. Chi lo fa perché è credente e non vuole andare contro le “sacre” scritture, chi perché dell’evoluzione riesce a cogliere solo i difetti (pochi, a dire il vero!) e chi, infine, perché l’evoluzione non l’ha mai studiata e non sa, quindi, a cosa diavolo si riferisca questo termine così “ostico”… E l’idea di derivare da una scimmia pelosa (niente di più falso) è per loro riluttante. Nulla contro il libero pensiero, ma quando questo pensiero si scontra con la ragione e con i fatti, e lo fa senza portare spiegazioni concrete a suo vantaggio, è doveroso intervenire. La colpa, diciamolo, oltre che delle famiglie, in cui spesso l’ignoranza dilaga, è soprattutto della scuola italiana, che preferisce appendere il crocifisso al muro e insegnare ancora la religione cattolica, nonostante il medioevo è passato e la “corrente elettrica” sia stata inventata da un bel pezzo. In questo stato di latenza culturale, non ci si può certo meravigliare se simili argomenti non siano conosciuti nel nostro bel paese, se non per sentito dire. Ma quando le cose si conoscono per sentito dire, ahimé, i contenuti reali si spogliano della loro principale struttura portante, per lasciare in evidenza i concetti marginali, del tutto travisati. Care “scimmie”, è bene ricordare che la teoria dell’evoluzione, al di là del nome, non è una semplice teoria buttata ai quattro venti. Non è una moda passeggera e nemmeno una filosofia new age appena ripescata dai favolosi anni sessanta. L’evoluzionismo biologico rappresenta un insieme di studi, conoscenze e ragionamenti di cui Charles Darwin, con il suo “the origin of species” è sicuramente l’esponente di maggior rilievo.
Oggi, però, si è fatto ancora di più e dai tempi di Darwin e colleghi le cose sono molto cambiate. Grazie al progresso scientifico abbiamo molte prove inconfutabili, un tempo inesistenti, che dovrebbero far riflettere i detrattori di turno; prove facilmente reperibili nei più svariati testi di biologia universitari:

Prove della biochimica comparata;
Prove dell’anatomia comparata;
Prove dell’embrionologia comparta;
Prove della paleontologia;
Prove biogeografiche;
Prove matematico/informatiche;
Prove date dalla presenza di organi rudimentali;
Prove scaturite dallo studio delle proteine;
Prove dell’evoluzione osservabile.

Su “scimmiette pelose e piene di zecche”, non si può buttare nella tazza del cesso tutti questi lavori. Con che cosa li potremmo mai sostituire poi? Con il creazionismo? Con l’intelligent design? Oppure, dato che ci siamo, con le strampalate teorie alien-oriented dei raeliani? No, grazie… A me le barzellette non piacciono. Preferisco concretezza, dati, fatti. E anche se sull’evoluzione di cose da fare ce ne sono ancora molte, di certo, in fatto di concretezza, siamo messi cento volte meglio dei tanti creduloni antropocentrici di cui il mondo strabocca.
Il discorso è semplice: l’evoluzionismo si evolve costantemente, automigliorandosi attraverso la costante correzioni dei vecchi “errori”. Il livello culturale dei negazionisti ad oltranza, invece, rimane sempre lo stesso.

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16 Maggio 2008

Morire a sedici anni

Firenze, una ragazza di sedici anni muore per colpa di una imbecille che le consiglia di lasciare l’insulina per l’omeopatia. Anche questo può accadere e ancora una volta la colpa è dell’ignoranza scientifica. L’omeopatia, per chi ancora non lo sapesse, è una delle più grosse stupidaggini, di stampo palesemente New Age, in voga oggi. Basta dire che i preparati omeopatici, nessuno escluso, al loro interno non contengono una mazza. Si, è proprio così: non contengono nulla, neanche la minima molecola o la seppur blanda traccia di qualsivoglia principio attivo. Ora, se un preparato non contiene nulla, come cavolo può avere un’azione terapeutica? È un po’ come se all’Aspirina togliessimo tutto l’acido acetilsalicinico in essa contenuto. Funzionerebbe ancora? Direi proprio di no!

Cos’è l’omeopatia?
Detto in soldoni l’omeopatia, basata sul principio di similitudine (similia similibus curantur), nasce nel lontano ottocento ad opera di un medico tedesco, Samuel Hahnemann. Secondo costui una sostanza velenosa di origine vegetale, che se presa ad alti dosaggi causa una certa malattia, somministrata dopo fortissime diluizioni, invece, riuscirebbe a fare l’esatto opposto: curarla. Qualunque preparato omeopatico che si rispetti è soggetto a due concetti importanti: diluizione e dinamizzazione.
Il primo si riferisce al fatto che i preparati vengono diluiti talmente tante volte che alla fine si passa il concetto conosciuto in chimica come numero di Avogadro (numero di elementi, atomi, molecole o ioni, contenuti in una mole) e quindi il prodotto iniziale non contiene più nessuna molecola originaria ed è proprio per questo che si parla spesso di acqua fresca. La seconda parolona, invece, si riferisce sostanzialmente ad una forte agitazione del preparato stesso per scopi poco chiari anche ai più accaniti sostenitori. Nulla di scientifico, insomma, caso mai alquanto filosofico. Se nell’ottocento queste fasulle teorie prive di fondamento potevano anche avere un senso, oggi non c’è più nessuna scusa per cui portarle avanti. Purtroppo molti medici, essendo ignoranti in fatto di chimica, sono ancora convinti del contrario. A causa di questi personaggi, molto più idonei a lavorare nei campi, succedono le disgrazie (omicidi?) come quella sopra citata; cose che, certamente, non vorremmo mai vedere. Poi ci sono gli omeopati puri, magari anche naturopati, quelli che senza una laurea, sono convinti di fare del bene all’umanità, arrivando dove la medicina ufficiale, considerata corrotta ed inutile, proprio non può fare. I classici complottisti di cui il mondo è pieno, tanto per capirci. Il vero problema di questi grandi sapientoni è che, ogni qual volta vengono interpellati, non riescono mai a fornire delle spiegazioni sui presunti miracoli della pratica che tanto amano. Il loro, quindi, è un semplice atto di fede e come ogni fede che si rispetti le prove non servono.
Va precisato, infine, che la celebre rivista medica The Lancet, una delle più prestigiose al mondo, dopo un lungo studio sperimentale ha affermato chiaramente che le sporadiche guarigioni attribuite all’omeopatia sono dovute soltanto al cosiddetto effetto placebo, senza contare poi che le malattie non gravi, in genere, guariscono comunque da sole, grazie ai normali processi fisiologici interni. Pertanto l’omeopatia ha un valore scientifico pari a zero ed è per questo che rientra a pieno diritto nel mondo folcloristico e irrazionale delle pseudoscienze.

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13 Maggio 2008

Progetto Genesis

La Royal Caraibbean International non si ferma. È di poco tempo fa, infatti, la notizia che questo colosso della navigazione sta per “sfornare” il suo progetto più ambizioso: una nave da crociera pionieristica, futuristica e dalle dimensioni spaventose, ora conosciuta solo con lo pseudonimo di progetto Genesis. Lunga poco meno di 400 metri e con le sue 220.000 tonnellate di stazza, questa città galleggiante potrà ospitare ben 5.400 Passeggieri. Un vero miracolo della scienza e della tecnica, che non vedrà la luce prima del 2009. Chissà cosa ne penserebbe Cristoforo Colombo se fosse ancora vivo e potesse ammirare, da vicino, tanto splendore tecnologico.

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11 Maggio 2008

« Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato, e la vita più degna di essere vissuta. Che ciascuno porti dunque il suo contributo, grande o piccino, affinché questo succeda, per la maggior gloria dello Spirito Umano. »

(Piergiorgio Odifreddi)

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6 Maggio 2008

Odifreddi Vs. Ratzinger

Davvero simpatica questa (finta!) telefonata. Il matematico Piergiorgio Odifreddi, notoriamente ateo, scettico e anticlericale, è uno dei pochi razionalisti italiani che, senza tanti problemi, ama dire le cose in faccia, con buona pace dei cattolici. Tutto questo in nome della razionalità: aspetto di vitale importanza e tipico della gente che ama sentirsi libera da ogni stupido dogma e da qualunque ridicola superstizione.

http://www.vialattea.net/odifreddi

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2 Maggio 2008

Il piccolo principe è cresciuto.

La vita è proprio strana. Molti anni fa, credo fosse il 1987, mi fu regalato un libro: il piccolo principe. Non l’ho mai letto! Un po’ per noia, un po’ per pigrizia, pensai bene di riporlo in soffitta, in mezzo alla polvere e ai ricordi, come una vecchia reliquia di poco conto e abbandonata a se stessa. A distanza di vent’anni da quel giorno, nell’intento di dare una riordinata a quel piccolo mondo antico che è la mia soffitta, l’ho ritrovato lì, immobile, sommerso da uno spesso cumulo di polvere ed ignaro di cosa, in tutti questi anni, fosse successo fuori. Proprio in questi giorni ho finito di leggerlo.
Ci ho messo vent’anni, ma ne è valsa la pena.

“Guardate il cielo e domandatevi: la pecora ha mangiato o non ha mangiato il fiore? E vedrete che tutto cambia… Ma i grandi non capiranno mai che questo abbia tanta importanza.”

piccolo-principe.jpg

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