Calendar

Maggio 2007
L M M G V S D
« Apr   Giu »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

Spot

23 Maggio 2007

The dream is always the same

L’amore che ho per gli Stati Uniti è talmente forte che molte notti, sia oggi che quando ero più piccolo, sogno di partire. La trama, seppur con qualche variante, è sempre la stessa: preparo i bagagli in fretta e furia, controllo di aver staccato tutte le mie apparecchiature elettroniche, apro per la decima volta il marsupio per vedere se ci sono soldi e documenti ed esco di casa. Non appena metto piede sul cortile, l’immagine che ho di fronte ai miei occhi, improvvisamente, inizia a sbiadirsi come in un vecchio film segnato dal tempo. Senza che me ne accorgo mi ritrovo catapultato in un aeroporto sconosciuto: corro affannosamente alla ricerca del mio aereo, trascinandomi i pesanti bagagli che sobbalzano dietro di me, incurante degli sguardi della gente. Sto per arrivare, ormai è questione di attimi. Il cuore batte forte ma, proprio mentre mi accingo a consegnare il biglietto all’hostess di turno, un bagliore intenso mi invade e di colpo mi ritrovo catapultato nella mia stanza, con la consapevolezza che quanto appena vissuto era solo un maledetto sogno. La mia è una specie di malattia (sia per gli States e sia per i viaggi in genere) e fortuna che ci sono stato tante volte in America, altrimenti, in preda a chissà quale crisi d’astinenza, non so proprio cosa avrei combinato.
Stati Uniti vi adoro…

Archiviato in: My Blog by Mark at 9:08 pm

17 Maggio 2007

17 Maggio 1997

Il 17 maggio di dieci anni fa ero in volo per gli Stati Uniti. Un viaggio lunghissimo: Ancona-Roma, Roma-Philadelphia, Philadelphia-Pittsburg, Pittsburgh-San Diego. Caspita come passa il tempo! Sembra ieri, invece sono trascorsi ben dieci anni. La mia avventura americana (non la prima in assoluto, ma di certo la più bella) stava per avere inizio. Che ricordi! Come vorrei che Doc Brown esistesse davvero e avesse realmente inventato la macchina del tempo.

Archiviato in: My Blog by Mark at 9:31 pm

7 Maggio 2007

Il disturbatore telefonico

La vità è un insieme di rotture con le quali devi convivere. Gira e rigira queste rotture sono sempre le stesse: l’ebete che va a 20 km/h sulle strade extraurbane intralciando il traffico, il vicino criticone che non si fa mai gli affari suoi, i parenti che non ti vedono da tanto tempo e, nonostante i tuoi trent’anni, ti dicono ancora: sei cresciuto! Gli amici che ti giudicano male perché fai l’università, considerandola, dall’alto della loro “cultura”, un’inutile perdita di tempo… E via dicendo! Da qualche giorno a questa parte, come se le normali scocciature quotidiane non fossero sufficienti, ci si è messo pure un noiosissimo rompiscatole telefonico che, con i suoi trecento squilli al giorno, non mi da pace. Purtroppo il numero è anonimo e rintracciarlo non è possibile. Vediamo cosa si potrebbe fare:

1) denuncia ai carabinieri. Ipotesi scartata alla velocità del suono. In Italia non vanno carcerati neanche gli assassini, figuriamoci uno che si limita a giocare col telefono, senza, tra l’altro, pronunciare nessuna parola.
2) investigatore privato. Anche questa possibilità credo che sia completamente inutile, visto che l’investigatore non ha nessuna autorità per entrare nei sistemi informatici dei gestori telefonici e vedere i tabulati.
3) servizio override. Se il tipo telefona da un cellulare oscurato, dietro pagamento di una somma di denaro (neanche tanto piccola), si può vedere comunque il suo numero. Purtroppo, che io sappia, è un servizio offerto solo da vodafone, mentre il numero “infestato” è della Tim.
4) cambiare numero. Questa immagino che sia la soluzione più semplice e veloce da attuare. Tuttavia non voglio darla vinta ad un vigliacco codardo che si nasconde dietro un cellulare o una cabina telefonica, invece di farsi avanti.

Per motivi di orgoglio, immagino che dovrò sopportarlo ancora per un bel po’, almeno fino a quando non si stuferà, oppure (lo spero tanto), quando la mano, a forza di smanettare, gli prenderà fuoco.
Chissà come si comporterebbe la legge americana in casi simili? Di sicuro sarebbe più dura ed efficace di quella italiana.
Caro amico scocciatore, di certo non ti prenderò mai, ma se ti avessi fra le mani… Beh, ci siamo capiti!

Archiviato in: My Blog by Mark at 5:32 pm
Visita American Pizza Party e scopri gli States!